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1. Lupi Mannari
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| I lupi mannari morti ritrovati
sono esattamente tre. Per arrivare a questa conclusione
bisogna però seguire un ragionamento logico che
è abbastanza semplice da capire, ma piuttosto
difficile da impostare senza avere nessun ulteriore
aiuto. Cominciamo col supporre che ci sia un solo lupo
mannaro in città, quest'ultimo, durante la prima
notte di luna piena non vede in giro nessun altro lupo,
in quanto appunto egli è l'unico. Dunque, dato
che è a conoscenza della presenza di almeno un
lupo, capisce che l'unico lupo è egli stesso,
e quindi si ucciderebbe la prima notte. Questo però
non succede, quindi dobbiamo scartare l'ipotesi che
ci sia un solo lupo. Supponiamo allora che i lupi siano
due. La prima notte di plenilunio, ognuno di essi vede
esattamente un lupo mannaro (l'altro) pensando che ce
ne sia uno soltanto, e quindi, per il ragionamento fatto
in precedenza, pensa che questo si ucciderà nel
corso della prima notte, ma ciò ovviamente non
avviene. Pertanto la successiva notte di luna piena
(la seconda) i due lupi si incontrano di nuovo ed entrambi
capiscono quindi che ci deve essere un secondo lupo
ma dato che ne vedono solo uno, capiscono di essere
anch'essi dei lupi, e si ucciderebbero nella seconda
notte. Dato che la seconda notte nessuno si è
ucciso, dobbiamo supporre che i lupi siano tre. Allora
ognuno di questi tre, sulla base di quanto detto fin
qui, penserà che gli altri due si uccideranno
la seconda notte, ma la terza notte li rivede ancora
e quindi capisce che ce ne deve essere un terzo, e che
quel terzo deve essere lui, e quindi si uccide. Il ragionamento
può essere generalizzato e possiamo quindi dire
che se ci fossero n lupi, questi si ucciderebbero dopo
n notti di plenilunio.
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2. La scacchiera mutilata
(tratto da "Enigmi e giochi matematici" di Martin
Gardner)
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È impossibile ricoprire la scacchiera ridotta (dopo
l'eliminazione delle due caselle d'angolo opposte) con 31 pezzi di
domino e lo si dimostra facilmente. I due angoli diagonalmente opposti
sono dello stesso colore. Perciò togliendoli si ottiene una
scacchiera con due caselle di un colore in più rispetto all'altro
colore Ogni pezzo di domino ricopre due caselle di colori differenti,
in quanto solo caselle di colori sono fra loro adiacenti. Dopo aver
ricoperto 60 caselle con 30 pezzi di domino, rimarrebbero due caselle
dello stesso colore che non possono essere contigue e perciò
venir coperte con l'ultimo, unico pezzo.
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3. Una corda e tre animali
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La risposta è: un gatto. Questa
risposta è sorprendente, in quanto si è indotti a pensare
che allungare una circonferenza così lunga di una percentuale
tanto insignificante provochi un aumento del raggio altrettanto insignificante.
Invece questo non è vero, poichè l'incremento subito
dal raggio dipende solo dalla lunghezza del pezzo di corda aggiunto
e non dal raggio della circonferenza iniziale. Detto questo, il calcolo
è veramente immediato. Infatti, indicando con R il raggio
terrestre, con PI la costante pi greco e con C=2*PI*R la circonferenza,
si ha che la distanza tra la corda e la superficie terrestre vale:
d = (C+1)/(2*PI) - R = 1/(2*PI) che vale circa 16 centimetri, e quindi
ci può passare sotto un gatto.
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4. Le 1000 lire mancanti
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Le 1000 lire non sono finite da nessuna parte.
Infatti il gioco è intenzionalmente posto con lo scopo di
ingannare colui che deve risolverlo. La spiegazione è molto
semplice: si può facilmente osservare che le 27000 complessivamente
sborsate dai tre amici, sono state così suddivise: 25000 lire
al direttore del ristorante e le restanti 2000 sono la mancia data
al cameriere.
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5. La ninfea
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La risposta corretta è: 99 giorni.
La soluzione di questo gioco è veramente molto semplice, infatti,
se al centesimo giorni la ninfea ha ricoperto tutto il lago, il giorno
precedente ne copriva evidentemente la metà, dato che ogni
giorno la superficie della foglia raddoppia.
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6. Due taniche
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Per ottenere il risultato voluto, bisogna
innanzitutto riempire la tanica da 5 e quindi trasferirne 3 litri
nell'altra. In questo modo saranno rimasti 2 litri in quella da 5.
Successivamente si svuota quella da 3 e si trasferiscono i 2 litri
precedenti dalla tanica da 5 a quella da 3. A questo punto riempiamo
di nuovo quella da 5 e trasferiamo 1 litro in quella da 3 in modo
da riempire quest'ultima. Il risultato ottenuto sarà quello
di avere 4 litri di acqua nella tanica più grande.
Per la risoluzione generale di problemi come
questo risulta utile rappresentare ogni configurazione del contenuto
delle due taniche con una coppia di numeri (n1, n2)
che rappresentano i litri d'acqua contenuti rispettivamente nei due
recipienti. A questo punto bisogna costruire un grafo, i cui nodi
sono appunto costituiti dalle coppie descritte in precedenza. A partire
da ogni nodo bisogna poi costruire i nuovi nodi che si possono ottenere
applicando una delle regole seguenti:
- Riempimento tanica 1
- Riempimento tanica 2
- Svuotamento tanica 1
- Svuotamento tanica 2
- Trasferimento da 1 a 2
- Trasferimento da 2 a 1
In questo modo, avremo che nel nostro grafo,
da ogni nodo partiranno alcune frecce dirette verso altri nodi, ed
il numero di tali frecce è uguale a quello delle diverse regole
che si possono applicare a quella particolare configurazione. Una
volta completata la costruzione di tale grafo, avendo attenzione
di non introdurre nuovi nodi se questi esistono già, ci resterà
soltanto da individuare il percorso che ci porta dalla configurazione
iniziale a quella finale desiderata. Come molti avranno già
potuto notare, non abbiamo fatto altro che costruire il diagramma
degli stati di quello che comunemente viene chiamato un automa a
stati finiti. Questo automa è dotato di due variabili di stato
che coincidono con il contenuto delle due taniche, e di sei ingressi,
che non sono altro le regole applicative. In questo caso l'uscita
dell'automa non è molto significativa, infatti coincide praticamente
con lo stato.
Nel nostro caso il percorso da seguire per raggiungere il risultato
voluto è il seguente:
(0,0) - (0,5) - (3,2) - (0,2) - (2,0) - (2,5) - (1,4)
che è il risultato dell'applicazione delle regole: 2 - 6 -
3 - 6 - 2 - 6.
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7. Acqua e vino
(tratto da "Enigmi e giochi matematici" di Martin
Gardner)
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La risposta è che c'è tanto
vino nell'acqua quanta acqua nel vino. Il fatto divertente in
questo problema è la straordinaria quantità di informazioni
irrilevanti fornite. Non è necessario conoscere quanto liquido
vi sia in ogni caraffa, quanto ne sia trasferito da una all'altra
o quanti trasferimenti vengono fatti. Non ha importanza se le miscele
sono ben mescolate o meno. Non è nemmeno essenziale che i
due recipienti contengano la stessa quantità di liquido all'inizio!
La sola condizione importante è che alla fine ogni caraffa
deve contenere esattamente la stessa quantità di liquido dell'inizio.
Ottenuto ciò è ovvio che se manca una quantità
x di vino dalla caraffa del vino, lo spazio prima occupato
da tale quantità deve ora essere occupato da una quantità
x di acqua.
Per quanto riguarda il secondo problema invece,
prescindendo dalla quantità di vino in una caraffa e di acqua
nell'altra e da quanto liquido viene trasferito avanti e indietro
ad ogni stadio (purchè il liquido non vada tutto in una sola
delle caraffe), è impossibile raggiungere un punto
in cui la percentuale di vino della miscela sia eguale in entrambe.
Questo lo si può dimostrare con un semplice ragionamento induttivo.
Se la caraffa A contiene una concentrazione più alta di vino
che B, un trasferimento da A a B lascerà A con la concentrazione
maggiore. Similmente un trasferimento da B a A (da una miscela inferiore
ad una più forte) lascerò certamente B più debole.
Dato che per ogni trasferimento si verifica uno di questi due casi,
ne segue che la caraffa A deve sempre contenere una miscela a percentuale
più alta di vino che B. Il solo modo di rendere uguali le
concentrazioni è di versare tutto il contenuto di una caraffa
nell'altra. In questa soluzione vi è però un'idea errata.
Essa ammette che i liquidi siano infinitamente divisibili, mentre
sono composti di molecole discrete.
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8. Due treni per (una) mosca
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La mosca ha percorso esattamente 120 km. La risoluzione
è molto semplice e praticamente non richiede nessun calcolo.
Se si osserva che i due treni viaggiano alla velocità relativa
di 200 km/h, si conclude che lo scontro avviene esattamante un'ora
dopo la partenza. La mosca ha quindi viaggiato a velocità
costante per un'ora, percorrendo 120 km.
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9. Nove punti
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Ecco la soluzione di questo semplice gioco. Ovviamente esistono anche
altre soluzioni simmetriche a questa. La difficoltà sostanziale
che molti incontrano nell'affrontare questo problema è dovuta
al fatto che essi pensano di dover risolvere il problema di coprire
i punti di questo quadrato senza uscirne.
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10. Il ciclista
(tratto da "Matematica dell'incertezza" di Giuliano
Spirito)
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La risposta corretta è: 30 km/h. La risposta più
frequente che viene data a questo problema è è invece
40 km/h, basata sul fatto che che il ciclista ha percorso esattamente
metà del cammino alla velocità (media) di 20 km/h e
esattamente l'altra metà alla velocità (media) di 60
km/h; ma ciò nondimeno, la risposta è errata, giacché
procedendo in discesa ad una velocità tripla rispetto a quella
tenuta in salita il nostro atleta ha pedalato per un tempo triplo
alla velocità di 20 km/h rispetto al tempo in cui è
andato a 60 km/h. La risposta corretta è dunque data da v
= (3 x 20 + 60) / 4 = 30 km/h. Bisogna cioè tenere conto del
peso relativo di ciascuna delle medie.
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